il primo dei miei vaganti sparsi pensieri appartiene in realtà ad una di quelle questioni retoriche,meta-fisiche senza stazione di arrivo.
il mio è uno spirito libero, vagabondo, insofferente alle teatralità reali.
ed è per questo che io sento profondamente l'istinto e il desiderio di andare, partire, senza meta e con unico obiettivo la conoscenza del mondo.
fare la transiberiana,poi in qualche modo giungere verso l'oceano pacifico, prendere una nave che mi porti ad altre rive ad altre terre,altri continenti, altri climi, altri paesaggi, altra gente e continuare a camminare, a viaggiare, a conoscere, a essere parte della natura, a vivere nella semplicità.
so che non ci riuscirò mai.Forse sono come i dublinesi di Joyce, impietriti e paralizzati. Forse non riesco a liberarmi dalle mie "responsabilità", dai miei obblighi in questa società.
Natura o Società?Sebbene esistano dei compromessi, forse credo che si arriva ad un punto in cui è impossibile vivere entrambe le dimensioni in maniera pura.Ci sono inevitabilmente delle contaminazioni che infastidiscono e che sviliscono lo spirito.
Forse il mio viaggio deve cominciare da dentro me stessa, ma non riesco a rinunciare all'idea che esso non sia possibile quando si resta da qualche parte.
lunedì 22 dicembre 2008
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